LA RIFORMA DEL FONDO DI GARANZIA PER PMI
Sono in vigore dal 15 marzo 2019 le nuove disposizioni operative del Fondo di garanzia, l’agevolazione del Ministero dello Sviluppo Economico che affianca le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere al credito bancario.
Il Fondo è gestito da Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale S.p.A., Gruppo Invitalia, e offre una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti concessi da Banche, Società di leasing e altri intermediari finanziari.
Le novità della riforma del Fondo di Garanzia
Le modifiche introdotte dalla riforma del Fondo di Garanzia ampliano la platea dei beneficiari (PMI, professionisti, start-up, nuove imprese, microcredito).
In particolare, la riforma prevede:
- la ridefinizione delle modalità d’intervento, articolate in garanzia diretta, riassicurazione e controgaranzia
- l’applicazione del modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese beneficiarie
- la riorganizzazione delle misure di copertura e di importo massimo garantito
- l’introduzione delle operazioni a rischio tripartito, per le quali è prevista un’equa ripartizione del rischio tra soggetto finanziatore, soggetto garante e Fondo.
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INCENTIVI MACCHINARI INNOVATIVI
La misura Macchinari Innovativi è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’obiettivo di sostenere la realizzazione, nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), di programmi di investimento diretti a consentire la transizione del settore manifatturiero verso la cosiddetta “Fabbrica intelligente”.
Le domande di accesso alle agevolazioni, concesse mediante procedura valutativa a sportello, potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica accedendo all’apposita sezione del sito del Ministero.
L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:
- verifica del possesso dei requisiti di accesso alla procedura informatica, a partire dalle ore 10.00 del 9 gennaio 2019.
- compilazione della domanda, a partire dalle ore 10.00 del 15 gennaio 2019.
- invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 29 gennaio 2019
Le domande di agevolazione pervenute sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le istanze presentate nello stesso giorno sono, a tal fine, considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora e dal minuto di presentazione.
Beneficiari
Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
- sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
- sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, ovvero hanno presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
- sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, nonché con gli obblighi contributivi;
- non hanno effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
- non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
- non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.
Possono accedere alle agevolazioni anche ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali.
Settori ammessi
Sono ammessi tutti i settori manifatturieri di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007, ad eccezione delle attività connesse ai seguenti settori:
- siderurgia;
- estrazione del carbone;
- costruzione navale;
- fabbricazione delle fibre sintetiche;
- trasporti e relative infrastrutture;
- produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.
Cosa finanzia
I programmi di investimento ammissibili devono:
- prevedere spese non inferiori a euro 500.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00;
- essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
- prevedere l’acquisizione dei sistemi e delle tecnologie riconducibili all’area tematica “Fabbrica intelligente” della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, come elencati negli allegati alla normativa di riferimento.
I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse, nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale valida per il periodo 2014-2020, nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, per una percentuale nominale calcolata rispetto alle spese ammissibili pari al 75 %.
Il finanziamento agevolato, che non è assistito da particolari forme di garanzia, deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.
Il mix di agevolazioni è articolato in relazione alla dimensione dell’impresa come segue:
- per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35 % e un finanziamento agevolato pari al 40 %;
- per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25 % e un finanziamento agevolato pari al 50 %.
Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, a cui sono demandate le relative attività istruttorie.
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NUOVO BANDO ALBERGO DIFFUSO E MICRO-RICETTIVITA’ – REGIONE MOLISE
La domanda deve essere inviata a partire dalle ore 08:00 del 15 gennaio 2019 e non oltre le ore 08:00 del 15 marzo 2019.
PATTO PER LO SVILUPPO DELLA REGIONE MOLISE – Risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020
LINEA DI INTERVENTO A
Imprenditori del sistema albergo diffuso, di cui alla L.R. N. 7/2014, del turismo rurale e titolari di strutture di micro-ricettività case e appartamenti per le vacanze e affittacamere.
FINALITÀ
Promuovere e qualificare lo sviluppo del turismo sostenibile in Molise attraverso il finanziamento di progetti volti al potenziamento, miglioramento e riqualificazione dell’offerta turistico-ricettiva afferente al “sistema albergo diffuso” e alla micro-ricettività gestita sotto forma d’impresa.
SISTEMA ALBERGO DIFFUSO
Struttura ricettiva aperta al pubblico, diretta a fornire alloggio, somministrazione di cibi e bevande e servizi di tipo alberghiero, composta da almeno sette unità abitative.
- Possono assumere la definizione di “albergo diffuso” le strutture ricettive caratterizzate
dal fornire alloggi in stabili separati collocati a breve distanza da un edificio centrale nel quale sono offerti servizi di ricevimento, ambienti comuni ed altri eventuali servizi accessori.
SISTEMA TURISMO RURALE
- Le attività ricettive e di ristorazione svolte in immobili già esistenti, ubicati in aree rurali, o in centri abitati, frazioni o borghi posti al di fuori del capoluogo del comune, recanti caratteristiche di ruralità e che conservino le peculiarità dell’edilizia tradizionale della zona;
MICRO-RICETTIVITÀ
ESCLUSIVAMENTE NELLA FORMA DI:
- Case e appartamenti per le vacanze: Immobili arredati gestiti in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi;
- Esercizi di affittacamere: strutture gestite in forma imprenditoriale composte da non più di sei camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari.
BENEFICIARI
Possono richiedere le agevolazioni le PMI (micro, piccole e medie imprese) esistenti che intendano realizzare il proprio programma di investimento in strutture ubicate nel territorio della Regione Molise e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio del Molise alla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.
Possono altresì richiedere le agevolazioni i soggetti che intendano costituire una “nuova impresa”, purché, entro il termine di 60 (sessanta) giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni, la nuova impresa:
- sia formalmente costituita ed iscritta nel Registro delle imprese;
- abbia almeno una sede operativa sul territorio molisano;
- faccia pervenire la relativa documentazione alla Regione Molise.
PROGRAMMI AMMISSIBILI
Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento da realizzare sul territorio della Regione Molise e volti esclusivamente alla riconversione e/o riqualificazione edilizia del patrimonio immobiliare pubblico e/o privato già esistente.
SETTORI AMMESSI
Sono ammissibili alle agevolazioni le PMI, che svolgono le attività economiche di seguito elencate:
- Sistema albergo diffuso;
- Sistema turismo rurale;
- Micro-ricettività con esclusivo riferimento alle Case e appartamenti per le vacanze e agli Esercizi di affittacamere.
In riferimento alle predette attività economiche e alle attività ricettive correlate, le tipologie di
programmi di investimento ammissibili alle agevolazioni sono esclusivamente quelle di seguito elencate.
- ATTIVAZIONE:
prevede la realizzazione di nuova struttura ricettiva attraverso il recupero funzionale del patrimonio immobiliare esistente; - RIATTIVAZIONE:
prevede il riutilizzo di una struttura ricettiva esistente ed inattiva.
Lo stato di inattività deve essersi protratto per almeno i due anni precedenti alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Ai fini dell’ammissibilità è necessario che l’attività svolta precedentemente allo stato di inattività sia analoga a quella per la quale si richiede l’agevolazione; - AMPLIAMENTO:
prevede l’accrescimento della potenzialità delle strutture esistenti attraverso un incremento delle prestazioni dei servizi offerti e/o della capacità ricettiva. Nel caso di interventi di ampliamento il progetto di investimento potrà prevedere la realizzazione di volumetrie di nuova realizzazione solo se annesse e/o collegate alla struttura ricettiva esistente; - RIQUALIFICAZIONE:
prevede interventi di miglioramento qualitativo della struttura ricettiva esistente;
SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibili ad agevolazione le spese effettuate a decorrere dalla data di presentazione della
domanda di agevolazioni.
SONO AMMISSIBILI LE SEGUENTI TIPOLOGIE DI SPESA:
- a. acquisto di immobili.
- b. progettazioni ingegneristiche riguardanti gli immobili, progettazioni ingegneristiche riguardanti gli impianti, sia generali che specifici; spese per direzione lavori e collaudi previsti per legge studi di fattibilità economico-finanziaria; spese per fidejussioni.
- c. opere murarie per la ristrutturazione di beni immobili o la realizzazione di nuove volumetrie (solo nel caso dell’ampliamento).
- d. impianti generali (impianti elettrici, idrici, tecnologici, etc.) e opere murarie connesse alla realizzazione di tali impianti.
- e. macchinari, impianti specifici, arredamenti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica e funzionali alla realizzazione del progetto.
- f. programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali della struttura ricettiva; brevetti; licenze; know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità ricettiva interessata dal programma. Rientrano in tali servizi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le attività di progettazione di architetture telematiche, di hosting, di e-commerce, di gestione data-base, di licenze software;
- g. servizi reali che consentano la risoluzione di problematiche di tipo gestionale, tecnologico, organizzativo, commerciale, produttivo e finanziario, spese per certificazioni. I servizi reali sono relativi alle seguenti aree di attività: marketing e vendite; organizzazione e risorse umane; finanza.
- h. servizi annessi.
CONTRIBUTO
Il contributo può essere concesso, alternativamente, secondo una delle seguenti forme di aiuto:
- a) “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013;
- b) “Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL)” ai sensi degli articoli 13 e 14 del Reg. UE 651/2014 (GBER) e s.m.i.;
Relativamente al regime “de minimis”, le agevolazioni sono concesse in conformità a quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 1407 nella forma di un contributo in conto capitale nella misura massima del 50% delle spese ammissibili. In ogni caso, l’importo massimo del contributo è di euro 200.000,00 (duecentomila) per soggetto beneficiario.
Relativamente al regime “Equivalente Sovvenzione Lordo” le agevolazioni sono concesse ai sensi dell’articolo 14 del Regolamento (UE) 651/2014 (GBER), nella forma del contributo in conto capitale secondo le intensità definite dalla carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 e riportate nella tabella che segue:
Tipologia impresa |
Zone 107.3.c | Altre Zone |
Piccola impresa |
30% ESL |
20% ESL |
Media impresa | 20% ESL |
10% ESL |
APPORTO DI MEZZI PROPRI
Il beneficiario dell’aiuto deve garantire una copertura finanziaria pari almeno al 25 % dei costi ammissibili attraverso risorse proprie o mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico.
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EMISSIONE DI MINIBOND PER LE PMI PUGLIESI
La Regione Puglia, durante il Tavolo del Partenariato Economico e Sociale dei giorni scorsi, ha presentato una nuova iniziativa nell’ambito dell’utilizzo dei fondi comunitari 2014-2020.
L’iniziativa consiste nella creazione di un Fondo a sostegno delle imprese con sedi operative in Puglia nella emissione di obbligazioni, in modo da facilitare il loro accesso al credito attraverso l’utilizzo di un canale alternativo rispetto a quello tradizionale bancario che, a seguito della stretta creditizia (cosiddetto “credit crunch”), rischia di creare serie difficoltà soprattutto al sistema delle PMI.
In particolare, lo scopo di questo fondo è quello di favorire la disintermediazione creditizia, consentendo alle imprese pugliesi con le seguenti caratteristiche:
- indicatori economici positivi;
- bilanci in utile;
- non quotate in borsa;
- fatturato minimo di 10 milioni di euro (la Regione sta valutando se includere anche imprese con fatturato fino a 5 milioni);
di finanziare i propri piani di investimento aziendale attraverso l’emissione di minibond, ossia di strumenti finanziari obbligazionari, da collocare presso investitori istituzionali e professionali (banche, società di gestione del risparmio, SICAV, intermediari finanziari).
Le risorse stanziate per questo fondo ammontano complessivamente a 42 milioni di euro, a valere sul POR 2014-2020, che serviranno per fornire un supporto diretto alle PMI nell’ambito di questa strategia oltre che per prestare apposite garanzie per gli investitori che sottoscriveranno le obbligazioni.
L’intervento di Cassa Depositi e Prestiti dello Stato e di Medio Credito Centrale garantirà un massiccio piano di interventi con una immissione di risorse per le PMI di oltre 100 milioni di Euro.
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ISMEA, AL VIA LE AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI AGRICOLTORI
L’Ismea ha pubblicato le Istruzioni applicative per lo strumento agevolativo “Autoimprenditorialità e ricambio generazionale in agricoltura” per le Regioni del SUD (c.d. Resto al Sud) con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale in agricoltura (subentro) ed ampliare le aziende agricole esistenti (ampliamento) condotte da giovani.
L’intervento è attuato con procedura a sportello e le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione.
BENEFICIARI
Micro, piccole e medie imprese agricole (ditte individuali o società), composte da giovani tra i 18 e i 40 anni non compiuti.
Inoltre, in caso di subentro: le imprese agricole devono risultare costituite da non più di 6 mesi e l’azienda cedente deve essere attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana, mentre, in caso di ampliamento: le imprese agricole devono essere attive e costituite da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sane.
INVESTIMENTO
L’investimento complessivo massimo del progetto deve essere pari a 1.500.000 euro (Iva esclusa).
MISURA DELLE AGEVOLAZIONI
Per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia:
- contributo a fondo perduto fino al 35 % della spesa ammissibile;
- mutuo agevolato, a tasso zero, di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile;
Per le altre regioni è previsto un mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 75% delle spese ammissibili.
Per le attività di agriturismo e altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di 200 mila euro per tre esercizi finanziari.
CARATTERISTICHE MUTUO AGEVOLATO
- Durata: da 5 a 15 anni
- Garanzie su beni immobili: pari al 120% del mutuo agevolato per la durata del mutuo
SPESE AMMISSIBILI
- la spesa per lo studio di fattibilità è ammissibile nella misura del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare; inoltre la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, e ai servizi di progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12% dell’investimento da realizzare;
- le spese relative alle opere agronomiche sono ammissibili per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria;
- la somma delle spese relative alle opere agronomiche, opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione, ai fini dell’ammissibilità non deve superare il 40% dell’investimento da realizzare;
- per le spese di investimento relative al settore della produzione agricola primaria, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, l’acquisto di terreni è ammissibile solo in misura non superiore al 10% dei costi ammissibili totali dell’intervento;
- la potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100% della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento.
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REGIONE ABRUZZO: CONTRIBUITI A FAVORE DELLE IMPRESE TURISTICHE
Contributi a fondo perduto in regime de minimis a favore delle imprese turistiche.
Le domande di finanziamento, da inoltrarsi tramite Piattaforma informatica, possono essere trasmesse da sabato 20 ottobre 2018 fino a sabato 16 febbraio 2019.
Il bando intende agevolare gli investimenti effettuati dalle imprese operanti nel settore del turismo nella Regione Abruzzo – con esclusione dei Comuni ricadenti nell’Area Basso Sangro Tigno.
Soggetti proponenti: Possono presentare domanda le PMI che svolgono o intendano svolgere attività di gestione delle strutture turistiche e gli Enti no profit che gestiscono dette strutture esclusivamente per gli associati.
Attività ammissibili:
- Strutture ricettive alberghiere
- Strutture ricettive all’aria aperta
- Strutture ricettive extra-alberghiere
- Stabilimenti balneari
- Parchi divertimento
Progetti finanziabili: Sono ammissibili le seguenti tipologie di investimento:
Per le strutture ricettive
- Realizzazione di nuove strutture ricettive;
- Ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione, straordinaria manutenzione di strutture già esistenti.
Per stabilimenti balneari e parchi di divertimento:
- Ampliamento manufatto esistente, ammodernamento, ristrutturazione, straordinaria manutenzione.
I progetti possono ricomprendere anche operazioni relative a:
- Interventi finalizzati alla riduzione della classe di rischio sismico;
- Interventi relativi alla realizzazione e riqualificazione di servizi annessi alle strutture;
- Interventi finalizzati a rendere e migliorare la struttura accessibile per ospiti con disabilità;
- Interventi relativi ad impianti tecnologici solo se diretti alla riduzione di consumi di acqua potabile, energia primaria ed efficientamento energetico.
- Operazioni finalizzate all’ottenimento e all’implementazione delle certificazioni di qualità ambientale e/o dell’accoglienza.
Investimento minimo ammissibile: € 50.000,00
Spese ammissibili: Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- Opere murarie e assimilabili;
- Impianti tecnologici mirati alla riduzione di consumi di acqua potabile, energia primaria ed efficientamento energetico;
- Macchinari relativi agli interventi finalizzati a rendere e migliorare la struttura accessibile per ospiti con disabilità
- Realizzazione e aggiornamento di siti web, programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa nella misura massima del 2% delle spese ammissibili;
- Spese per servizi di consulenza.
Agevolazioni in Regime di aiuto de minimis: Contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese ammissibili con un minimo concedibile di € 30.000,00 ed un massimo di € 150.000,00
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PSR REGIONE PUGLIA APERTURA NUOVO BANDO
SOTTOMISURA 3.1: SOSTEGNO ALLA NUOVA ADESIONE AI REGIMI DI QUALITÀ PER I PRODOTTI AGRICOLI
Data di apertura 15-10-2018
Data indicativa di scadenza 24-11-2018
OBIETTIVI – Migliorare la competitività dei produttori attraverso la loro adesione ai regimi di qualità dei prodotti agricoli istituiti da Regolamenti Comunitari e ai regimi di qualità riconosciuti dall’Italia.
TIPO DI INTERVENTO – Sostegno alla nuova adesione a regimi di qualità.
BENEFICIARI – Agricoltori attivi e associazioni di agricoltori, iscritti alla Camera di Commercio.
CONDIZIONI DI AMMISSIBILITÀ – Adesione per la prima volta ai regimi di qualità.
ALIQUOTA DI SOSTEGNO – Aiuto massimo annuale di 3.000 Euro ad azienda per i primi 5 anni di adesione e pari al 100% delle spese ammissibili.
SPESE AMMISSIBILI – Costi di prima iscrizione per il primo anno; per il mantenimento nel sistema dei controlli; per le analisi previste dal disciplinare di produzione, dal piano dei controlli dell’organismo di certificazione o dal piano di autocontrollo, nonché i costi standard di sostenibilità necessari per l’adesione ai Regimi di Qualità e previsti nei disciplinari di produzione.
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Fondo di Garanzia per le PMI: nel 2018 quasi 93.000 domande accolte
Nel 2018 salgono a 95.506 le richieste di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI, lo strumento del Ministero dello Sviluppo Economico, gestito da Mediocredito Centrale (Gruppo Invitalia) che offre garanzie alle imprese che chiedono finanziamenti alle banche.
Il Fondo di Garanzia per le PMI favorisce l’accesso alle fonti finanziarie da parte piccole e medie imprese, attraverso la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali. Grazie al Fondo, che non offre contributi in denaro, l’impresa ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative).
Quasi 93.000 le domande accolte da Mediocredito Centrale in 9 mesi, per 13,8 miliardi di euro di finanziamenti e importi garantiti per 9,7 miliardi.
Le imprese garantite toccano quota 63.000 e il finanziamento medio garantito si attesta a circa 148mila euro.
Il Mezzogiorno ha fatto registrare un tasso di crescita del 14,7% in termini di importi finanziati.
La gran parte delle operazioni accolte riguarda imprese di micro dimensioni (58% del totale), cui seguono quelle di piccola dimensione (33%) e le medie (9%).
A livello settoriale, l’industria presenta il numero più elevato di domande ammesse, pari a circa il 42% del totale. Seguono il commercio con il 39% e i servizi (18,5%).
Le operazioni accolte relative a imprese femminili sono 10.963, in aumento del 7,7% rispetto al 2017 mentre quelle relative a start-up innovative e incubatori certificati di impresa sono 1.277 (+15,5% rispetto al 2017).
Le operazioni agevolate a valere sulla c.d. “Nuova Sabatini” sono 2.629 e quelle accolte relative a liberi professionisti iscritti agli ordini professionali e studi professionali sono 361.
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Ismea: al via la vendita di 7.700 ettari della Banca Nazionale delle Terre agricole
Fino al 2 dicembre 2018 è possibile presentare la manifestazione d’interesse per il secondo lotto dei terreni in vendita sulla Banca Nazionale delle terre agricole istituita presso l’ISMEA dalla legge 28 luglio 2016, n. 154.
Il secondo lotto riguarda 7.707 ettari distribuiti su tutto il territorio nazionale, con prevalenza nelle regioni del Sud Italia.
In Puglia sono disponibili 86 terreni per una superficie complessiva di 1.280 ettari (di cui 31 terreni per 466 ettari nella sola provincia di Foggia).
Coloro che presenteranno una manifestazione di interesse alla data del 2 dicembre 2018 saranno successivamente invitati a partecipare all’asta pubblica per l’aggiudicazione dei terreni.
Al fine di favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, per i giovani under 41 l’ISMEA offre la possibilità di accedere all’acquisto dei terreni in vendita con mutui trentennali. Inoltre, tutte le risorse derivanti dalla vendita dei terreni l’ISMEA le destinerà in favore del sostegno alle iniziative imprenditoriali condotte dai giovani, attraverso le misure del primo insediamento, del subentro e dello sviluppo delle giovani imprese.
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Credito d’imposta per la quotazione delle PMI
Sono aperti dal primo ottobre i termini per presentare la domanda di credito d’imposta sulle spese di consulenza per la quotazione delle PMI.
Le PMI che si quotano possono accedere all’incentivo previsto dalla manovra 2018, ossia il credito d’imposta al 50% per le spese sostenute in relazione all’operazione di ingresso sul mercato. Il Ministero dello Sviluppo Economico segnala che, dallo scorso primo ottobre, sono aperti i termini di presentazione delle domande, che sarà possibile inviare fino al 31 marzo 2019.
Il credito d’imposta è pari al 50% delle spese di consulenza per la quotazione di una PMI su un mercato regolamentato, fin a un massimo di 500mila euro,
Sono ammissibili le seguenti attività di consulenza:
- Attività sostenute in vista della quotazione, come l’implementazione e l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, l’assistenza nella redazione del piano industriale, il supporto in tutte le fasi del percorso funzionale alla quotazione nel mercato di riferimento;
- Attività fornite durante la fase di ammissione alla quotazione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione medesima e alla successiva permanenza sul mercato;
- Attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni oggetto di quotazione;
- Attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche e nella conseguente preparazione di un report, inclusa la due diligence finanziaria;
- Attività di assistenza nella redazione del documento di ammissione e del prospetto dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati o per la produzione di ricerche così come definite nell’articolo 3, comma 1, numeri 34 e 35 del regolamento (UE) n. 596/2014;
- Attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche strettamente inerenti alla quotazione quali le attività relative alla definizione dell’offerta, la disamina del prospetto informativo o documento di ammissione o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, la due diligence legale o fiscale e gli aspetti legati al governo dell’impresa;
- Attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della Società, a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.
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